L'importanza della misura delle conducibilità in una centrale elettrica

L'importanza della misura delle conducibilità in una centrale elettrica

La misura della conducibilità dell'acqua di una centrale termica è una prassi consolidata per prevenire e agire tempestivamente nella manutenzione dell'impianto.

La conducibilità specifica (1) o semplice è la misura della conducibilità dell'acqua senza modifiche, è alquanto inaccurata e serve solitamente come riferimento per le analisi successive.

E' un'indicazione della qualità dell'acqua, ma non dei suoi componenti

La conducibilità è fornita da anioni e cationi, ma i cationi sono quelli che indicano correttamente lo stato dell'impianto, perché indicano le concentrazioni di sodio, rame, ferro e manganese; per misurare solo queste concentrazioni bisogna passare per un elemento che trattenga gli antioni: una colonna di resina a scambio ionico. Le colonne a scambio ionico offerte da Rometec sono lo standard mondiale, ne esistono di molte forme e capacità per venire incontro ad ogni esigenza; qui potete scaricare le schede tecniche: colonne di resina.

Dopo la misura della conducibilità cationica (2), abbiamo ancora una misura da effettuare: la conducibilità degassata (3). Questa misura permette di tenere sotto controllo la pericolosa presenza di CO2 disciolta nell'impianto, fonte di acido carbonico (H2CO3) e quindi corrosione dell'impianto. Per misurare la CO2, si misura la conducibilità dopo un elemento che la rimuova, come ad esempio un bollitore oppure uno sparger. Il bollitore ha solo bisogno di corrente elettrica per scaldare un resistenza e far evaporare la CO2 dall'acqua, mentre lo sparger ha bisogno di un continuo flusso di Azoto per rimuovere la CO2.

Entrambe lo soluzioni sono vendute da Rometec e personalizzabili, potete scaricare le schede tecniche da qui:


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