In passato rilevavamo i gas pericolosi con metodi piuttosto primitivi. Ad esempio un canarino o un topo; avendo un metabolismo accelerato, mostravano prima eventuali problemi nell'aria; secondo il motto “se non va bene per lui, non va bene per noi!”.
Quando si sviluppò la provetta colorimetrica per gas decenni fa, questa tecnologia rappresentò un enorme passo avanti. Significativamente migliore e più accurata di qualsiasi cosa esistesse prima. Questa forma di misura è piuttosto semplice: un flacone di vetro riempito con una sostanza chimica reagisce a un particolare gas e cambia colore di conseguenza.
Nonostante le moderne attrezzature, ci sono ancora molti buoni motivi per utilizzare queste fiale. I rivelatori elettroici riescono a misurare fino a 30 gas conosciuti, mentre le fiale commerciali sono prodotte per 500 gas in maniera selettiva!
Inoltre, la misurazione di gas rari o problematici, come il cloro gassoso, è più economica, soprattutto se utilizzata occasionalmente.
Infine, c'è la questione della concentrazione. Le provette possono misurare concentrazioni di gas molto più alte dei rilevatori elettronici. Prendiamo ad esempio il PH3 (fosfina), che viene utilizzato (tra le altre cose) per la fumigazione nei depositi di cereali. Un sensore elettronco PH3 standard ha un intervallo di misurazione compreso tra 1 ppm e circa 20 ppm. Le fiale per PH3 possono misurare fino a 16.000 ppm, mille volte di più! Per questo è una tecnologia ancora molto usata.
La Rometec ha il catalogo di fiale colorimetriche più vasto possibile, trattiamo tutti i marchi: Gastec, Drager, Kitagawa, MSA / KWIK-DRAW, RAE / Honeywell, UNIPHOS, WatchGas. Non esistate a contattarci